rootDopo aver preparato l'hardware per l'installazione di SUSE® Linux Enterprise Server, come descritto nella Parte I, «Considerazioni sull'installazione specifica dell'architettura», e dopo aver stabilito la connessione con il sistema di installazione, viene visualizzata l'interfaccia dell'assistente di sistema YaST di SUSE Linux Enterprise Server. YaST offre supporto per l'intera installazione.
Durante il processo di installazione YaST analizza sia le impostazioni correnti del sistema che i componenti hardware. Sulla base di questa analisi, per il sistema viene utilizzata una configurazione di base, incluso il networking (purché il sistema possa essere configurato utilizzando DHCP). Per ottimizzare il sistema al termine dell'installazione, avviare YaST dal sistema installato.
Dopo aver selezionato il supporto di installazione, scegliere il metodo di installazione più appropriato e l'opzione di avvio che meglio soddisfa le proprie esigenze.
Scegliere questa opzione per effettuare un'installazione indipendente senza utilizzare la rete per fornire i dati di installazione o l'infrastruttura di avvio. L'installazione procede esattamente come indicato nella Sezione 6.3, «Workflow installazione».
Scegliere questa opzione se è disponibile un server di installazione in rete o se si desidera usare un server esterno come origine dei dati di installazione. È possibile configurare questa installazione in modo che si avvii dai supporti fisici (disco flash, CD/DVD o disco rigido) o in rete tramite PXE/BOOTP. Per ulteriori dettagli, vedere Sezione 6.2, «Avvio del sistema per l'installazione».
Il programma di installazione configura la connessione di rete con DHCP e recupera la posizione dell'origine di installazione di rete dal server OpenSLP. Se non è disponibile DHCP, scegliere › › e immettere i dati della rete. Nei sistemi EFI modificare i parametri di avvio della rete come descritto nella Sezione 6.2.2.2, «Schermata di avvio nei computer dotati di UEFI».
Installazione da un server SLP.
Se la configurazione di rete supporta OpenSLP e la propria origine di installazione di rete è stata configurata per annunciarsi tramite SLP (descrizione nella Sezione 14.2, «Configurazione del server contenente le origini dell'installazione»), avviare il sistema, premere F4 nella schermata di avvio e selezionare nel menu. Nei sistemi EFI impostare il parametro install su install=slp:/ come descritto nella Sezione 6.2.2.2, «Schermata di avvio nei computer dotati di UEFI».
Installazione da un'origine di rete senza SLP.
Se la configurazione di rete non supporta OpenSLP per il recupero delle origini di installazione di rete, avviare il sistema e premere F4 nella schermata di avvio per selezionare il protocollo di rete desiderato (NFS, HTTP, FTP o SMB/CIFS) e fornire l'indirizzo del server e il percorso dei supporti di installazione. Nei sistemi EFI modificare il parametro di avvio install= come descritto nella Sezione 6.2.2.2, «Schermata di avvio nei computer dotati di UEFI».
La modalità di avvio del sistema per l'installazione dipende dall'architettura: l'avvio del sistema è ad esempio diverso nel caso di un PC (x86_64) o di un mainframe. Se si installa SUSE Linux Enterprise Server come un guest VM su KVM o Xen Hypervisor, seguire le istruzioni relative all'architettura x86_64.
Per piattaforme IBM System z, il sistema viene avviato (IPL, Initial Program Load) come descritto nella Sezione 4.2.4, «Esecuzione dell'IPL del sistema di installazione di SUSE Linux Enterprise Server». SUSE Linux Enterprise Server non visualizza una schermata iniziale in questi sistemi. Durante l'installazione, caricare manualmente il kernel, initrd e parmfile. YaST apre la schermata di installazione subito dopo avere stabilito una connessione al sistema di installazione tramite VNC, X o SSH. Dato che non vi è una schermata di avvio, i parametri del kernel o di avvio non possono essere immessi sullo schermo, ma devono essere specificati in un parmfile (vedere Sezione 4.3, «Il parmfile — Automazione della configurazione del sistema»).
SUSE Linux Enterprise Server consente di scegliere varie opzioni di avvio, a seconda dell'hardware disponibile e dello scenario di installazione preferito. L'avvio dai supporti di SUSE Linux Enterprise Server rappresenta l'azione più pratica. Tuttavia particolari esigenze potrebbero richiedere impostazioni speciali:
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Opzione di avvio |
Descrizione |
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DVD |
Questa è l'opzione di avvio più semplice e può essere utilizzata se il sistema dispone di un'unità DVD-ROM locale supportata da Linux. |
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Dispositivo di memorizzazione di massa USB |
Se il computer non è dotato di unità ottica, è possibile avviare l'immagine di installazione da un dispositivo di memorizzazione di massa USB come un disco flash. Per creare un dispositivo di memorizzazione USB che è possibile avviare, è necessario copiare l'immagine del DVD o del mini CD nel dispositivo utilizzando il comando dd if=PATH_TO_ISO_IMAGE of=USB_STORAGE_DEVICE bs=4M Importante: compatibilitàSi noti che l'avvio da un dispositivo di memorizzazione di massa USB non è supportato nei computer UEFI (inclusa l'architettura ia64 completa) e nell'architettura ppc64. |
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PXE o BOOTP |
L'avvio in rete deve essere supportato dal BIOS o firmware del sistema e deve essere disponibile un server di avvio in rete. Questo task può anche essere gestito da un altro sistema SUSE Linux Enterprise Server. Per ulteriori informazioni consultare Capitolo 14, Installazione remota. |
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Disco rigido |
L'installazione di SUSE Linux Enterprise Server può anche essere avviata dal disco rigido. A tale scopo, copiare il kernel ( |
è possibile utilizzare il DVD1 come supporto di avvio per computer dotati di UEFI (Unified Extensible Firmware Interface). Per tutte informazioni specifiche, fare riferimento alla documentazione del fornitore. Se l'avvio non riesce, abilitare CSM (Compatibility Support Module) nel firmware.
Non è possibile utilizzare i supporti di prodotti aggiuntivi (estensioni o prodotti di terze parti) come supporti di installazione autonoma. Possono essere incorporati come origini di installazione aggiuntivi durante il processo di installazione (vedere Sezione 6.8, «Selezione di estensioni») o essere installati dal sistema in esecuzione utilizzando il modulo Prodotti aggiuntivi di YaST (vedere Capitolo 10, Installazione di prodotti aggiuntivi per informazioni dettagliate).
La schermata di avvio visualizza una serie di opzioni per la procedura di installazione. avvia il sistema installato ed è sempre l'opzione di default perché il CD viene spesso lasciato nell'unità. Selezionare una delle altre opzioni con i tasti freccia Enter Le opzioni sono le seguenti:
Modalità di installazione normale. Verranno attivate tutte le funzioni hardware moderne. Nel caso l'installazione non riesca, consultare F5 per le opzioni di avvio che disabilitano funzioni potenzialmente problematiche.
Eseguire un upgrade del sistema. Per ulteriori informazioni, fare riferimento al Capitolo 7, Aggiornamento di SUSE Linux Enterprise.
Avvia un sistema Linux minimo senza interfaccia grafica. Per ulteriori informazioni, vedere la Section “Using the Rescue System”, Chapter 36, Common Problems and Their Solutions, Administration Guide.
Questa opzione è disponibile solo quando si effettua l'installazione dal supporto creato dall'immagine ISO di cui si è effettuato il download. In questo caso, è consigliabile controllare l'integrità del mezzo di installazione. Questa opzione consente di avviare il sistema di installazione prima del controllo automatico dei supporti. Se il controllo ha esito positivo, si avvia la normale routine di installazione. Se viene rilevato un supporto danneggiato, la routine di installazione si interrompe.
Se la verifica dei supporti si conclude con un errore, significa che il supporto è danneggiato. In questo caso è necessario sospendere l'installazione perché è possibile che non riesca oppure che i dati vadano persi. Sostituire il supporto rotto e riavviare il processo di installazione.
Avvia una verifica del BIOS che convalida ACPI e altre parti del BIOS.
Consente di verificare la memoria RAM del sistema mediante cicli ripetuti di lettura e scrittura. Terminare il test riavviando. Per ulteriori informazioni, consultare la Section “Fails to Boot”, Chapter 36, Common Problems and Their Solutions, Administration Guide.
Utilizzare i tasti funzione indicati sulla barra in fondo alla schermata per modificare la lingua, la risoluzione dello schermo, l'origine dell'installazione oppure per aggiungere un ulteriore driver del fornitore dell'hardware:
Apre la guida contestuale per l'elemento attivo della schermata di avvio. Utilizzare i tasti freccia per navigare, Enter seguire un collegamento e Esc abbandonare la schermata di aiuto.
Consente di selezionare la lingua di visualizzazione e il layout di tastiera corrispondente per l'installazione. La lingua di default è Inglese (Stati Uniti).
Consente di selezionare diverse modalità di visualizzazione grafica per l'installazione. Per , la risoluzione video viene determinata automaticamente tramite KMS (Kernel Mode Settings). Se questa impostazione non funziona nel sistema, scegliere e, facoltativamente, specificare vga=ask nella riga di comando di avvio in modo che venga richiesta l'immissione della risoluzione video. Scegliere in caso di problemi di installazione grafica.
Di norma, l'installazione viene eseguita dal supporto di installazione inserito nell'unità. A questo livello, è possibile selezionare altre fonti, tra cui server FTP o NFS. Se l'installazione viene distribuita su una rete con un server SLP, utilizzare questa opzione per selezionare un'origine di installazione disponibile sul server. Per informazioni sulla configurazione di un server di installazione con SLP, vedere Sezione 14.2, «Configurazione del server contenente le origini dell'installazione».
Se si rilevano problemi con la normale installazione, è possibile utilizzare questo menu per disabilitare alcune funzioni potenzialmente problematiche. Se l'hardware non supporta ACPI (Advanced Configuration and Power Interface), selezionare per eseguire l'installazione senza supporto ACPI. disabilita il supporto APIC (Advanced Programmable Interrupt Controllers), che potrebbe causare problemi con alcuni tipi di hardware. consente di avviare il sistema in modalità DMA (per le unità CD/DVD-ROM) e con le funzioni di risparmio energetico disabilitate.
Se non si è certi, provare prima le seguenti opzioni: o . Gli utenti esperti possono anche utilizzare la riga di comando () per immettere o cambiare i parametri del kernel.
Premere questo tasto per notificare al sistema che è disponibile un aggiornamento facoltativo per il driver di SUSE Linux Enterprise Server. Utilizzando o , è possibile caricare i driver direttamente, prima dell'inizio dell'installazione. Se si seleziona , verrà richiesto di inserire il disco di aggiornamento al momento adatto del processo di installazione.
Gli aggiornamenti dei driver per SUSE Linux Enterprise sono disponibili all'indirizzo http://drivers.suse.com/. Tali driver sono stati creati mediante Partner Linux Driver Program.
UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) è un nuovo standard di settore che sostituisce ed estende il BIOS tradizionale. Le implementazioni più recenti di UEFI contengono l'estensione «Secure Boot» che impedisce l'avvio del codice dannoso consentendo solo l'esecuzione di boot loader firmati. Per ulteriori informazioni, vedere Chapter 13, UEFI (Unified Extensible Firmware Interface), Administration Guide.
Il boot manager GRUB 2, utilizzato per avviare i computer con BIOS tradizionale, non supporta UEFI, pertanto GRUB 2 viene sostituito con ELILO. Se Secure Boot è abilitato, viene utilizzato un modulo UEFI GRUB 2 su un livello di compatibilità ELILO. Da una prospettiva dell'amministratore e dell'utente, entrambe le implementazioni di boot manager si comportano in modo analogo e ci si riferisce a esse come ELILO come indicato di seguito.
La routine di installazione di SUSE Linux Enterprise rileva automaticamente l'eventuale presenza di UEFI nel computer. Secure Boot è supportato anche da tutte le origini di installazione. Se nei computer ad avvio doppio esiste già una partizione di sistema EFI (ad esempio da un'installazione Microsoft Windows 8), questa verrà rilevata e utilizzata automaticamente. Le tabelle di partizione verranno scritte come GPT nei sistemi UEFI.
La schermata di avvio visualizza una serie di opzioni per la procedura di installazione. Modificare l'opzione selezionata con i tasti freccia e premere Enter per avviarla. Le opzioni sono le seguenti:
Modalità di installazione normale.
Eseguire un upgrade del sistema. Per ulteriori informazioni, fare riferimento al Capitolo 7, Aggiornamento di SUSE Linux Enterprise.
Avvia un sistema Linux minimo senza interfaccia grafica. Per ulteriori informazioni, vedere la Section “Using the Rescue System”, Chapter 36, Common Problems and Their Solutions, Administration Guide.
Questa opzione è disponibile solo quando si effettua l'installazione dal supporto creato dall'immagine ISO di cui si è effettuato il download. In questo caso, è consigliabile controllare l'integrità del mezzo di installazione. Questa opzione consente di avviare il sistema di installazione prima del controllo automatico dei supporti. Se il controllo ha esito positivo, si avvia la normale routine di installazione. Se viene rilevato un supporto danneggiato, la routine di installazione si interrompe.
ELILO su SUSE Linux Enterprise Server non supporta un prompt d'avvio o i tasti funzione per l'aggiunta dei parametri di avvio. Per default, l'installazione viene avviata con l'inglese americano e i supporti di avvio come origine di installazione. Viene eseguita una ricerca DHCP per configurare la rete. Per modificare queste impostazioni di default o aggiungere altri parametri di avvio, è necessario modificare la rispettiva voce di avvio. Evidenziarla utilizzando i tasti freccia e premere E. Vedere la Guida visualizzata per modificare i suggerimenti (al momento è disponibile solo una tastiera inglese). La voce assomiglierà a quanto riportato di seguito:
setparams 'Installation'
set gfxpayload=keep
echo 'Loading kernel ...'
linuxefi /boot/x86_64/loader/linux install=
echo 'Loading initial ramdisk ...'
initrdefi /boot/x86_64/loader/initrd
Aggiungere parametri separati da spazi alla fine della riga che inizia con linuxefi. Per avviare la voce modificata premere F10. Se si accede al computer tramite una console seriale, premere Esc–0. In http://en.opensuse.org/Linuxrc è disponibile un elenco completo dei parametri. I parametri più importanti sono:
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CD/DVD (default) |
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Disco rigido |
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SLP |
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FTP |
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HTTP |
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NFS |
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SMB / CIFS |
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DHCP (default) |
netsetup=dhcp |
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Prompt di parametri |
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Indirizzo IP host |
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Maschera di rete |
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Gateway |
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Server dei nomi |
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Percorso di ricerca del dominio |
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Aggiornamenti driver: prompt |
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Aggiornamenti driver: URL |
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Lingua di installazione |
I valori supportati per LANGUAGE sono, fra gli altri, |
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Kernel: nessuna ACPI |
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Kernel: nessun APIC locale |
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Video: disabilitazione di KMS |
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Video: avvio del programma di installazione in modo testo |
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Se si desidera configurare l'accesso a un server SMT locale o a un server supportconfig per l'installazione, è possibile specificare i parametri di avvio che verranno analizzati dalla routine di installazione per la configurazione di tali servizi. Ciò vale anche se è necessario il supporto IPv6 durante l'installazione.
Per default, gli aggiornamenti di SUSE Linux Enterprise Server vengono distribuiti da SUSE Customer Center. Se la rete offre un server di tipo SMT per fornire un'origine di aggiornamento locale, sarà necessario fornire al client l'URL del server. Client e server comunicano esclusivamente tramite protocollo HTTPS, pertanto è anche necessario immettere un percorso al certificato del server, nel caso questo non sia stato rilasciato da un ente di certificazione esterno.
I parametri per l'accesso a un server SMT sono necessari solo per le installazioni non interattive. Per le installazioni interattive, i dati possono essere forniti durante l'installazione (per informazioni, vedere Sezione 6.7, «Registrazione di SUSE Customer Center»).
URL del server SMT. Questo URL presenta un formato fisso https://FQN/center/regsvc/. FQN deve essere il nome host completo del server SMT. Esempio:
regurl=https://smt.example.com/center/regsvc/
Ubicazione del certificato del server SMT. Specificare una delle ubicazioni seguenti:
Ubicazione remota (HTTP, HTTPS o FTP) dalla quale è possibile effettuare il download del certificato. Esempio:
regcert=http://smt.example.com/smt-ca.crt
Percorso assoluto per il certificato sul computer locale. Esempio:
regcert=/data/inst/smt/smt-ca.cert
Utilizzare ask per aprire un menu a comparsa durante l'installazione, dove specificare il percorso del certificato. Non utilizzare questa opzione con AutoYaST. Esempio
regcert=ask
Utilizzare done se il certificato sarà installato da un prodotto aggiuntivo o se si utilizza un certificato fornito da un ente ufficiale di certificazione. Esempio:
regcert=done
Accertarsi che i valori immessi siano corretti. Se regurl non è stato specificato correttamente, la registrazione dell'origine di aggiornamento non riuscirà. Se è stato immesso un valore errato per regcert, verrà richiesto un percorso locale per il certificato.
Nel caso regcert non sia specificato, l'impostazione di default sarà http://FQN/smt.crt dove FQN è il nome del server SMT.
supportconfig #Per default, i dati raccolti da supportconfig (vedere la sezione Chapter 2, Gathering System Information for Support, Administration Guide per ulteriori informazioni) vengono inviati a SUSE Customer Center. È possibile anche configurare un server locale per la raccolta di questi dati. Se tale server è disponibile in rete, è necessario impostare l'URL del server sul client. Questa informazione deve essere immessa al prompt d'avvio.
URL del server. L'URL presenta il formato http://FQN/Path/, dove FQN deve essere il nome host completo del server e Path deve essere sostituito con l'ubicazione sul server. Esempio:
supporturl=http://support.example.com/supportconfig/data/
Per default è possibile solo assegnare indirizzi di rete IPv4 al computer. Per abilitare IPv6 durante l'installazione, immettere uno dei seguenti parametri al prompt d'avvio:
ipv6=1 (sono consentiti IPv4 e IPv6)
ipv6only=1 (è consentito solo IPv6).
Se si esegue l'installazione in un computer che ospita un'installazione di Linux precedente, le chiavi host SSH dell'installazione vengono automaticamente importate nella configurazione di SUSE Linux Enterprise Server per default. È anche possibile importare gli utenti di quell'installazione nella finestra di dialogo .
Per disabilitare queste funzioni, specificare il parametro ignore_features al prompt d'avvio. L'aggiunta del parametro ptoptions (facoltativo) garantisce che il parametro ignore_features venga utilizzato solo per l'installazione e non venga aggiunto alla riga di comando del Kernel nel sistema installato:
ignore_features=import_ssh_keys ptoptions=ignore_features (non vengono importate le chiavi host SSH)
ignore_features=import_users ptoptions=ignore_features (viene disabilitata la finestra di dialogo per l'importazione degli utenti)
ignore_features=import_ssh_keys,import_users ptoptions=ignore_features (viene disabilitata la finestra di dialogo per l'importazione degli utenti)
L'installazione interattiva di SUSE Linux Enterprise Server si divide in diversi passaggi, che sono elencati di seguito. Per una descrizione dell'esecuzione di installazioni automatizzate non interattive, consultare Parte IV, «Installazioni automatizzate».
Dopo l'avvio dell'installazione, SUSE Linux Enterprise Server carica e configura un sistema Linux ridotto per eseguire la procedura di installazione. Per visualizzare i messaggi di avvio e le informazioni sul copyright, premere Esc. Al termine di questo processo, il programma di installazione YaST avvia e visualizza il programma di installazione grafica.
Se il programma di installazione non rileva correttamente il mouse, utilizzare il tasto →| per la navigazione, i tasti freccia per scorrere e Enter per confermare una selezione. I vari pulsanti e campi di selezione contengono un carattere sottolineato. Utilizzare Alt–lettera per selezionare un pulsante o un'opzione direttamente anziché spostarsi su di essi con il tasto →|.
Avviare l'installazione di SUSE Linux Enterprise Server scegliendo la lingua desiderata. La modifica della lingua preselezionerà automaticamente un layout di tastiera corrispondente. Ignorare questa proposta selezionando un layout di tastiera differente nella casella di riepilogo. La lingua selezionata qui viene inoltre utilizzata per dedurre il fuso orario per l'orologio di sistema. Questa impostazione può essere modificata in seguito nel sistema installato, come descritto in Capitolo 13, Modifica delle impostazioni relative alla lingua e al paese con YaST.
Leggere attentamente il contratto di licenza visualizzato sotto la selezione di lingua e tastiera. Utilizzare per accedere alle traduzioni. Se si accettano le condizioni, selezionare e premere per proseguire con l'installazione. Se non si accetta il contratto di licenza, non è possibile installare SUSE Linux Enterprise Server; fare clic su per terminare l'installazione.
Durante l'installazione su piattaforme IBM System z9 e zSeries, la finestra di dialogo di selezione della lingua è seguita da una finestra di dialogo per la configurazione dei dischi rigidi collegati. Selezionare DASD, zFCP (dischi SCSI collegati a Fibre Channel) o iSCSI per l'installazione di SUSE Linux Enterprise Server. I pulsanti di configurazione DASD e zFCP sono disponibili solo se i dispositivi corrispondenti sono collegati. Per istruzioni su come configurare i dischi iSCSI, fare riferimento alla Section “Installing iSCSI Target and Initiator”, Chapter 14, Mass Storage over IP Networks: iSCSI, Storage Administration Guide.
È anche possibile in questa schermata avviando la finestra di dialogo . Scegliere un'interfaccia di rete dall'elenco e fare clic su per cambiarne le impostazioni. Utilizzare le schede per configurare il DNS e il routing. Per ulteriori informazioni, vedere Section “Configuring a Network Connection with YaST”, Chapter 19, Basic Networking, Administration Guide.
Dopo aver selezionato , viene visualizzata una panoramica di tutti i DASD disponibili. Per una visualizzazione più chiara dei dispositivi disponibili, utilizzare il campo di testo posto al di sopra dell'elenco per specificare l'intervallo di canali da visualizzare. Per filtrare l'elenco in base a tale intervallo, selezionare .
Specificare i dischi DASD da usare per l'installazione selezionando le voci corrispondenti nell'elenco. Utilizzare per selezionare tutti i dischi DASD attualmente visualizzati. Per attivare e rendere i dischi DASD selezionati disponibili per l'installazione, selezionare › . Per formattare i dischi DASD, selezionare › . In alternativa, utilizzare il partizionatore YaST come descritto in Sezione 15.1, «Utilizzo della modalità di partizionamento di YaST».
Per utilizzare i dischi zFCP per l'installazione di SUSE Linux Enterprise Server, selezionare nella finestra di dialogo di selezione. Viene aperta la finestra di dialogo che mostra l'elenco di dischi zFCP disponibili sul sistema. In questa finestra di dialogo, selezionare per aprire un'altra finestra di dialogo in cui immettere i parametri zFCP.
Per rendere un disco zFCP disponibile per l'installazione di SUSE Linux Enterprise Server, scegliere un dalla casella di riepilogo. (World Wide Port Number) e (Logical Unit Number) restituiscono rispettivamente elenchi di WWPN e FCP-LUN, nei quali eseguire la scelta. Al termine, uscire dalla finestra di dialogo zFCP selezionando e dalla finestra di dialogo di configurazione generale del disco rigido selezionando per continuare con il resto della configurazione.
Dopo aver avviato l'installazione, ne viene configurata la routine. Durante la configurazione, viene effettuato il tentativo di configurare almeno un'interfaccia di rete con DHCP. Se il tentativo non riesce, viene avviata la finestra di dialogo . Scegliere un'interfaccia di rete dall'elenco e fare clic su per cambiarne le impostazioni. Utilizzare le schede per configurare il DNS e il routing. Per ulteriori informazioni, vedere Section “Configuring a Network Connection with YaST”, Chapter 19, Basic Networking, Administration Guide. In IBM System z questa finestra di dialogo non viene avviata automaticamente. Può essere avviata nel passaggio .
Se DHCP è stato configurato correttamente durante la configurazione dell'installazione, è possibile accedere a questa finestra di dialogo anche facendo clic su nel passaggio . Consente di modificare le impostazioni fornite automaticamente.
Per ottenere assistenza tecnica e aggiornamenti del prodotto, è necessario registrarsi e attivare il proprio prodotto con SUSE Customer Center. La registrazione di SUSE Linux Enterprise Server in questa fase dell'installazione garantisce l'accesso immediato all'archivio degli aggiornamenti. Ciò consente di installare il sistema con gli ultimi aggiornamenti e le patch più recenti disponibili. Se non si è collegati o si desidera saltare questo passaggio, selezionare . È possibile registrare il sistema in seguito dal sistema installato.
Dopo aver avviato l'installazione, ne viene configurata la routine. Durante la configurazione viene effettuato il tentativo di configurare tutte le interfacce di rete con DHCP. Se DHCP non è disponibile o si desidera modificare la configurazione di rete, fare clic su nell'angolo superiore destro della schermata . Viene visualizzato il modulo di YaST . Per ulteriori informazioni, vedere Section “Configuring a Network Connection with YaST”, Chapter 19, Basic Networking, Administration Guide.
Per registrare il sistema, fornire l'indirizzo associato all'account SUSE utilizzato dall'utente o dall'organizzazione per gestire le sottoscrizioni. Se non si dispone ancora di un account SUSE, accedere alla home page di SUSE Customer Center (https://scc.suse.com/) per crearne uno. Immettere inoltre il codice di registrazione ricevuto con la copia di SUSE Linux Enterprise Server.
Procedere con per avviare il processo di registrazione. Se uno o più server di registrazione locali sono disponibili nella rete, sarà possibile sceglierne uno dall'elenco. Per impostazioni predefinita, SUSE Linux Enterprise Server è registrato nel Centro di assistenza clienti SUSE. Se il server di registrazione locale non viene rilevato automaticamente, scegliere , selezionare e immettere l'URl del server. Riavviare la registrazione scegliendo nuovamente .
Durante la registrazione vengono aggiunti i canali di aggiornamento online alla configurazione dell'installazione. Al termine, è possibile scegliere se installare le ultime versioni di pacchetto disponibili dai canali di aggiornamento. Ciò garantisce che SUSE Linux Enterprise Server venga installato con gli ultimi aggiornamenti alla sicurezza. Se si sceglie , tutti i pacchetti vengono installati dai supporti di installazione. Fare clic su per continuare.
Se il sistema è stato registrato nel passaggio precedente, viene visualizzato un elenco delle estensioni e dei prodotti aggiuntivi disponibili basati su SUSE Linux Enterprise Server. Questo passaggio della configurazione viene altrimenti ignorato. È anche possibile configurare prodotti aggiuntivi dal sistema installato. Vedere Capitolo 10, Installazione di prodotti aggiuntivi per ulteriori informazioni.
L'elenco contiene estensioni gratuite per SUSE Linux Enterprise Server, come SUSE Linux Enterprise SDK e i prodotti aggiuntivi che richiedono una chiave di registrazione che potrebbe essere soggetta a pagamento. Fare clic su una voce per visualizzarne la descrizione. Per selezionare un componente aggiuntivo o un'estensione per l'installazione è possibile attivarne il segno di spunta. In questo modo all'installazione viene aggiunto il relativo archivio dal server SUSE Customer Center: non sono necessarie origini di installazione aggiuntive. Inoltre, il modello di installazione dell'estensione o del prodotto aggiuntivo viene aggiunto all'installazione di default in modo da garantirne l'installazione automatica.
La quantità di estensioni e moduli disponibili dipende dal server di registrazione. Un server di registrazione locale può offrire solo archivi di aggiornamenti e non estensioni aggiuntive.
I moduli sono parti completamente supportate di SUSE Linux Enterprise Server con un ciclo di vita diverso. Presentano un ambito chiaramente definito e vengono distribuite solo tramite canali online. La registrazione in SUSE Customer Center è un requisito fondamentale per poter eseguire la sottoscrizione a questi canali.
A partire da SUSE Linux Enterprise 12, SUSE Linux Enterprise Desktop è disponibile non solo come prodotto separato, ma anche come estensione della workstation di SUSE Linux Enterprise Server. Se si effettua la registrazione in SUSE Customer Center, è possibile selezionare l'estensione SUSE Linux Enterprise Workstation per l'installazione. Si noti che per installarla è necessaria una chiave di registrazione valida.
Passare con alla finestra di dialogo , in cui è possibile specificare le origini per ulteriori prodotti aggiuntivi non disponibili nel server di registrazione.
Se non si desidera installare componenti aggiuntivi, procedere con . In caso contrario, attivare . Specificare il tipo di supporto scegliendo tra le opzioni CD, DVD, Disco rigido, Dispositivo USB di memorizzazione di massa, Directory locale o Immagine ISO locale. Se è stato configurato l'accesso di rete, è possibile scegliere tra ulteriori origini remote come HTTP, SLP, FTP e così via. In alternativa, è possibile specificare direttamente un URL. Selezionare per effettuare ora il download dei file che descrivono l'archivio. Se l'opzione è disattivata, viene eseguito il download dopo l'avvio dell'installazione. Procedere con e inserire un CD o un DVD, se richiesto.
A seconda del contenuto del componente aggiuntivo, potrebbe essere necessario accettare ulteriori contratti di licenza. Se si è scelto un prodotto aggiuntivo che richiede una chiave di registrazione, viene richiesto di immetterla nella pagina . Fare clic su per continuare.
Se si è scelto un prodotto nella finestra di dialogo , per il quale non si dispone di una chiave di registrazione valida, scegliere fino a visualizzare la finestra . Deselezionare il componente aggiuntivo e procedere con . I prodotti aggiuntivi possono anche essere installati in seguito dal sistema in esecuzione, come descritto in Capitolo 10, Installazione di prodotti aggiuntivi.
Definire una configurazione delle partizioni per SUSE Linux Enterprise Server in questo passaggio. Il programma di installazione crea una proposta per uno dei dischi disponibili contenente una partizione radice formattata con Btrfs (con gli snapshot abilitati), una partizione di scambio e una partizione home formattata con XFS. Nei dischi rigidi di dimensioni inferiori a 25 GB la proposta non include una partizione home separata. Se nei dischi rigidi disponibili sono state rilevate più partizioni di scambio, vengono utilizzate queste ultime anziché proporre una nuova partizione di scambio. Sono disponibili diverse opzioni per procedere:
Per accettare la proposta senza modifiche, fare clic su per procedere con il workflow di installazione.
Per modificare la proposta, scegliere . In questo modo è possibile passare a una proposta basata su LVM, modificare i file system per le partizioni proposte e ingrandire la partizione di scambio per consentire la sospensione sul disco. È anche possibile disabilitare gli snapshot Btrfs in questa posizione.
Questa opzione consente di spostare la proposta descritta in precedenza in un disco diverso. Selezionare un disco specifico dall'elenco. Se il disco rigido scelto non contiene ancora alcuna partizione, per la proposta verrà utilizzato il disco intero. Altrimenti, è possibile scegliere quale partizione esistente utilizzare. consente di ottimizzare la proposta.
Per creare una configurazione delle partizioni personalizzata, scegliere . Viene visualizzata la Modalità di partizionamento per esperti, in cui è disponibile la configurazione delle partizioni corrente per tutti i dischi rigidi che include la proposta consigliata dal programma di installazione. È possibile , , o le partizioni.
La Modalità di partizionamento per esperti consente inoltre di impostare i volumi logici (LVM), configurare la mappatura dei dispositivi e del RAID, cifrare le partizioni, montare le condivisioni NFS e gestire i volumi tmpfs. Per ottimizzare impostazioni come la gestione dei sottovolumi e degli snapshot per ogni partizione Btrfs, scegliere . Per ulteriori informazioni sul partizionamento personalizzato e la configurazione di funzioni avanzate, fare riferimento alla Sezione 15.1, «Utilizzo della modalità di partizionamento di YaST».
Un computer UEFI richiede il montaggio di una partizione di sistema EFI in /boot/efi. È necessario formattare tale partizione mediante il file system FAT.
Se il sistema contiene già una partizione EFI (ereditata ad esempio da un'installazione precedente di Windows), utilizzarla montandola in /boot/efi senza effettuare alcuna formattazione.
Se SUSE Linux Enterprise Server è stato installato su minidischi in z/VM, che risiedono sullo stesso disco fisico, il percorso di accesso ai minidischi (/dev/disk/by-id/) non è univoco, ma rappresenta l'ID del disco fisico. Quindi, se ci sono due o più minidischi sullo stesso disco fisico, hanno tutti lo stesso ID.
Per evitare problemi durante il montaggio dei minidischi, è sempre consigliabile montarli "per percorso" o "per UUID".
Sono consentiti l'installazione nei volumi RAID esistenti e l'avvio da questi dei volumi DDF (Disk Data Format) e IMSM (Intel Matrix Storage Manager). IMSM è anche noto con i nomi seguenti:
Intel Rapid Storage Technology
Intel Matrix Storage Technology
Intel Application Accelerator / Intel Application Accelerator RAID Edition
In questa finestra di dialogo, selezionare la regione e il fuso orario. Entrambi sono preselezionati secondo la lingua di installazione scelta. Per modificare i valori preselezionati, utilizzare la mappa o le caselle di riepilogo relative a e . Quando si utilizza la mappa, puntare il cursore approssimativamente nella direzione della propria regione e fare clic per ingrandire. Ora scegliere il paese o la regione facendo clic con il pulsante sinistro del mouse. Fare clic con il pulsante destro del mouse, per ritornare alla mappa mondiale.
Per impostare l'orologio, scegliere se l'. Se si esegue un altro sistema operativo sul computer, come Microsoft Windows, è possibile che il sistema utilizzi l'ora locale. Se sul computer si esegue unicamente Linux, impostare l'orologio hardware su UTC e attivare l'opzione che consente il passaggio automatico dall'ora solare all'ora legale.
Si può passare automaticamente dall'ora solare all'ora legale (e viceversa) solo quando l'orologio dell'hardware (orologio CMOS) è impostato su UTC. Tale regola viene applicata anche se si utilizza la sincronizzazione dell'orario automatica con NTP, poiché la sincronizzazione automatica verrà eseguita solo se la differenza oraria tra l'orologio dell'hardware e quello del sistema è inferiore a 15 minuti.
Poiché un orario errato del sistema può causare problemi gravi (mancati backup, messaggi e-mail persi, errori di creazione nei file system remoti e così via) si consiglia vivamente di impostare sempre l'orologio dell'hardware su UTC.
POWER, x86_64 Se si è già configurata una rete, sarà possibile la sincronizzazione dell'orario con un server NTP. Fare clic su per modificare le impostazioni NTP o impostare l'ora. Vedere Chapter 21, Time Synchronization with NTP, Administration Guide per ulteriori informazioni sulla configurazione del servizio NTP. Al termine, fare clic su per continuare l'installazione.
Dal momento che al sistema operativo non è consentito cambiare data e ora direttamente, l'opzione non è disponibile in IBM System z.
In questo passaggio si crea un utente locale. Se non si desidera configurare utenti locali, ad esempio per l'impostazione di un client in una rete con l'autenticazione utente centralizzata, ignorare questo passaggio scegliendo e confermando l'avviso. L'autenticazione degli utenti di rete può essere configurata in seguito nel sistema installato. Per istruzioni, consultare Capitolo 12, Gestione utenti con YaST.
Dopo aver immesso il nome e il cognome, accettare la proposta o specificare un nuovo che verrà utilizzato per eseguire il login. Utilizzare solo lettere minuscole (a-z), cifre (0-9) e i caratteri . (punto), - (trattino) e _ (carattere di sottolineatura). Non sono consentiti caratteri speciali come umlaut e caratteri accentati.
Immettere infine una password per l'utente. Reimmetterla per confermare (e verificare che sia stata digitata correttamente). Per garantire sicurezza, è necessario che una password sia lunga almeno sei caratteri e contenga maiuscole e minuscole, cifre e caratteri speciali (ASCII a 7 bit). Non sono consentiti umlaut o caratteri accentati. Viene verificata la debolezza delle password immesse. Quando si immette una password facile da indovinare, ad esempio una parola del dizionario o un nome, viene visualizzato un avviso. È una buona pratica di sicurezza utilizzare password sicure.
Ricordare il nome utente e la password, in quanto sono necessari ogni volta che si esegue il login al sistema.
Sono disponibili tre ulteriori opzioni:
Se questa opzione è selezionata, per l'amministratore di sistema root verrà utilizzata la stessa password immessa per l'utente. Questa opzione è adatta per le workstation autonome o i computer di una rete domestica amministrati da un unico utente. Quando non è selezionata, nel passaggio successivo del workflow di installazione, all'utente viene richiesto di immettere una password dell'amministratore di sistema (vedere Sezione 6.12, «Password per l'amministratore di sistema root»).
Selezionando questa casella si inviano agli utenti messaggi creati dai servizi di sistema. Questi messaggi vengono di norma inviati solo a root, l'amministratore del sistema. Questa opzione è utile per l'account utilizzato più di frequente, in quanto è altamente consigliabile accedere come root solo in casi particolari.
Le e-mail inviate dal sistema sono memorizzate nella casella postale locale /var/spool/mail/username, doveusername è il nome di login per l'utente selezionato. Per leggere le e-mail dopo l'installazione, sarà possibile utilizzare un cliente e-mail qualsiasi, ad esempio, KMail o Evolution.
Questa opzione esegue automaticamente il login dell'utente corrente nel sistema all'avvio. Ciò è soprattutto utile se il computer viene utilizzato da un unico utente. Per consentire il login automatico, l'opzione deve essere esplicitamente abilitata.
Fare clic su nella finestra di dialogo Crea utente per importare gli utenti da un'installazione precedente (se presente). Questa finestra di dialogo consente anche di modificare il tipo di cifratura della password.
Il metodo di autenticazione di default è . Se viene rilevata una versione precedente di SUSE Linux Enterprise Server o un altro sistema che utilizza /etc/passwd, è possibile importare gli utenti locali. Per fare ciò, selezionare e fare clic su . Nella finestra di dialogo successiva, selezionare gli utenti da importare e terminare con .
Per default, le password vengono cifrate con la funzione hash SHA-512. Si consiglia di non cambiare questo metodo, se non per motivi di compatibilità.
root #
Se nel passaggio precedente non si è selezionato , verrà richiesto di immettere una password per l'amministratore di sistema root. Questo passaggio della configurazione viene altrimenti ignorato.
root è il nome del superutente o dell'amministratore del sistema. Mentre gli utenti normali potrebbero non disporre delle autorizzazioni necessarie per accedere a determinate aree o per eseguire alcuni comandi nel sistema, root ha accesso illimitato ed è quindi in grado di modificare la configurazione del sistema, installare programmi e configurare nuovo hardware. Se gli utenti dimenticano le proprie parole d'ordine o riscontrano altri problemi con il sistema, root è in grado di intervenire. L'account root deve essere utilizzato esclusivamente per l'amministrazione, la manutenzione e la riparazione del sistema. Il login come utente root per il lavoro quotidiano costituisce un rischio: anche il minimo errore può determinare la perdita irreversibile di file di sistema.
Per obiettivi di verifica, la parola d'ordine di root deve essere digitata due volte. Non dimenticare la parola d'ordine di root. Dopo aver immesso la password, non è possibile recuperarla.
root #Si consiglia di utilizzare solo caratteri disponibili sulla tastiera inglese. Nel caso di un errore di sistema o se è necessario avviare il sistema in modalità di salvataggio, è possibile che non sia disponibile una tastiera localizzata.
La password dell'utente root può essere modificata in seguito nel sistema installato. A tale scopo, eseguire YaST e avviare › .
L'utente root ha tutte le autorizzazioni necessarie per apportare modifiche al sistema. Per eseguire tali attività è necessaria la parola d'ordine di root. Non è possibile svolgere attività amministrative senza questa parola d'ordine.
Nell'ultimo passaggio che precede l'installazione vera e propria, è possibile modificare le impostazioni di installazione consigliate dal programma. Per modificare i consigli, fare clic sulle relative intestazioni. Dopo aver apportato modifiche a una determinata impostazione, si viene sempre reindirizzati alla finestra delle impostazioni di installazione, che viene aggiornata di conseguenza.
L'opzione consente di salvare la configurazione corrente in un file XML che può essere utilizzato da AutoYaST per l'installazione automatizzata di altri computer.
Se si installa SUSE Linux Enterprise Server in un computer dove sono già presenti una o più installazioni di Linux, la routine di installazione importa automaticamente la chiave host SSH con l'ora di accesso più recente da un'installazione esistente.
SUSE Linux Enterprise Server contiene una serie di modelli software per diversi scopi applicativi. Fare clic su per aprire la schermata in cui è possibile modificare la selezione dei modelli in base alle esigenze. Selezionare un modello dall'elenco e visualizzarne la descrizione sul lato destro della finestra. Ogni modello contiene vari pacchetti software necessari per funzioni specifiche (ad esempio server Web e LAMP o un server di stampa). Per una selezione più dettagliata basata sui pacchetti software da installare, selezionare per passare al programma di gestione del software YaST.
È anche possibile installare o rimuovere successivamente pacchetti software aggiuntivi dal sistema utilizzando il programma di gestione del software YaST. Per ulteriori informazioni, fare riferimento al Capitolo 9, Installazione o rimozione del software.
Per default, SUSE Linux Enterprise Server viene installato con l'ambiente desktop X Window e GNOME. Se X Window non è necessario, deselezionare i due modelli corrispondenti nella schermata . In alternativa a GNOME, è possibile installare la versione più leggera del gestore di finestre IceWM. Selezionare nella schermata e cercare icewm.
Lo stack di crittografia dell'hardware non viene installato per default. Per installarlo, selezionare nella schermata .
La lingua selezionata con il primo passaggio dell'installazione viene utilizzata come primaria (default) per il sistema. È possibile aggiungere lingue secondarie nella finestra di dialogo scegliendo › › .
Il programma di installazione propone una configurazione di avvio per il sistema. Altri sistemi operativi disponibili nel computer, ad esempio Microsoft Windows o altre installazioni Linux, verranno automaticamente rilevate e aggiunte al boot loader. SUSE Linux Enterprise Server viene invece avviato per default. Di norma, queste impostazioni possono essere lasciate invariate. Se si desidera una configurazione personalizzata, modificare la proposta in base alle esigenze. Per ulteriori informazioni, vedere Section “Configuring the Boot Loader with YaST”, Chapter 12, The Boot Loader GRUB 2, Administration Guide.
Per default, SuSEfirewall2 è abilitato in tutte le interfacce di rete configurate. Per disabilitare globalmente il firewall per questo computer, fare clic su (non consigliato).
Per abilitare l'accesso remoto tramite SSH (Secure Shell), verificare che il servizio SSH sia abilitato e che la porta SSH sia aperta.
Se il firewall è attivato, tutte le interfacce vengono configurate in modo che si trovino nella «zona esterna», in cui tutte le porte sono chiuse per default, in modo da garantire la massima sicurezza. L'unica porta che è possibile aprire durante l'installazione è la porta 22 (SSH), per consentire l'accesso remoto. Tutti gli altri servizi che richiedono l'accesso di rete (ad esempio FTP, Samba, il server Web e così via) funzionano solo dopo aver modificato le impostazioni del firewall. Per ulteriori informazioni consultare Chapter 15, Masquerading and Firewalls, Security Guide.
Se si sta eseguendo un'amministrazione remota su VNC, è possibile configurare l'eventuale accessibilità del computer tramite VNC, anche dopo l'installazione. Si noti che l'abilitazione di VNC richiede anche l'impostazione di su .
È possibile utilizzare kdump per salvare un dump del kernel (in caso di crash) allo scopo di analizzare gli eventuali problemi. Utilizzare questa finestra di dialogo per abilitare e configurare kdump. Per informazioni dettagliate, vedere Chapter 16, Kexec and Kdump, System Analysis and Tuning Guide.
Per risparmiare memoria, tutti i canali dei dispositivi non attualmente in uso sono inseriti nella black list per default (ogni canale non inserito nella black list occupa circa 50 kB di memoria). Per configurare hardware aggiuntivo nel sistema installato utilizzando i canali che si trovano attualmente nella black list, eseguire il modulo YaST corrispondente per abilitare prima i canali.
Per disabilitare l'inserimento nella black list, fare clic su .
SUSE Linux Enterprise Server può essere avviato in due diverse destinazioni (in precedenza note come «runlevel»). La destinazione avvia un displaymanager, mentre la destinazione avvia l'interfaccia della riga di comando.
La destinazione di default è . Se non sono stati installati i modelli , è necessario cambiarla in . Se il sistema deve essere accessibile tramite VNC, è necessario scegliere la destinazione .
Questa schermata elenca tutte le informazioni hardware che il programma di installazione può ottenere sul computer. Alla prima apertura, viene avviato il rilevamento dell'hardware. A seconda del sistema, ciò potrebbe impiegare alcuni minuti. Selezionare un elemento qualsiasi nell'elenco, quindi fare clic su per visualizzare informazioni dettagliate sull'elemento selezionato. Utilizzare per salvare un elenco dettagliato sul file system locale o su un disco rimovibile.
Gli utenti avanzati possono anche modificare la e le impostazioni del kernel selezionando . Viene visualizzata una schermata con due schede:
Ogni driver di kernel contiene un elenco degli ID di tutti i dispositivi supportati. Se un nuovo dispositivo non risulta presente in alcun database di driver, viene considerato come non supportato, anche se può essere utilizzato con un driver esistente. In questa posizione è possibile aggiungere gli ID del PCI a un driver di dispositivo. Solo gli utenti avanzati dovrebbero tentare questa operazione.
Per aggiungere un ID, fare clic su e scegliere se immettere i dati o utilizzare un elenco per la selezione. Immettere i dati richiesti. è il nome della directory di /sys/bus/pci/drivers: se è vuoto, come nome di directory viene usato il nome del . Le voci esistenti possono essere gestite con ed .
In questa posizione è possibile modificare il . Se si sceglie , viene utilizzata l'impostazione di default della rispettiva architettura. Questa impostazione può anche essere modificata in seguito dal sistema installato. Per informazioni dettagliate sulla sintonizzazione di I/O, fare riferimento a Chapter 11, Tuning I/O Performance, System Analysis and Tuning Guide.
In questa posizione è anche possibile attivare . Questi tasti consentono di eseguire comandi di base, come il riavvio del sistema o la scrittura dei dump del kernel in caso di crash del sistema. L'abilitazione di questi tasti è consigliata quando si esegue lo sviluppo del kernel. Per ulteriori dettagli, vedere http://www.kernel.org/doc/Documentation/sysrq.txt.
Dopo aver configurato tutte le impostazioni dell'installazione, fare clic su nella finestra Impostazioni dell'installazione per avviare l'installazione. Alcuni software potrebbero richiedere una conferma della licenza. Se la selezione include software di questo tipo, vengono visualizzate le finestre di dialogo di conferma della licenza. Fare clic su per installare il pacchetto software. Se non si accetta la licenza fare clic su e il pacchetto software non sarà installato. Nella finestra di dialogo che segue, confermare nuovamente con .
Il tempo necessario per il completamento dell'installazione è di circa 15-30 minuti e dipende dalle prestazioni del sistema e dall'ambito del software selezionato. Dopo aver preparato il disco rigido e aver salvato e ripristinato le impostazioni utente, l'installazione del software inizia. Durante questa procedura una proiezione introduce le funzioni di SUSE Linux Enterprise Server. Scegliere per passare al log di installazione o per leggere importanti informazioni aggiornate non disponibili nei manuali stampati.
Al termine dell'installazione del software, il sistema viene riavviato nella nuova installazione in cui è possibile eseguire il login. Per personalizzare la configurazione del sistema o installare pacchetti software aggiuntivi, avviare YaST.
Nella maggior parte dei casi YaST riavvia automaticamente il sistema installato su una piattaforma IBM System z. Eccezioni note sono le installazioni in cui il boot loader risiede su un dispositivo FCP in ambienti con LPAR installati su computer antecedenti a z196 o con z/VM antecedenti alla versione 5.4. Il boot loader viene scritto su una partizione separata montata come /boot/zipl/.
Nei casi in cui il riavvio automatico non è possibile, YaST visualizza una finestra di dialogo che contiene informazioni sul dispositivo da utilizzare per eseguire IPL. Accettare l'opzione di spegnimento ed eseguire un IPL dopo di esso. La procedura varia a seconda del tipo di installazione:
Nella HMC di IBM System z selezionare , , quindi immettere l'indirizzo di caricamento (indirizzo del dispositivo contenente la directory /boot/zipl con il boot loader). Se si utilizza un disco zFCP come dispositivo di avvio, scegliere e specificare l'indirizzo di caricamento dell'adattatore FCP nonché di WWPN e LUN del dispositivo di avvio. Avviare il processo di caricamento.
Eseguire il login al guest VM (vedere Esempio 4.1, «Configurazione di una directory z/VM» per la configurazione) come LINUX1 e procedere all'esecuzione di IPL per il sistema installato:
IPL 151 CLEAR
151 è un indirizzo di esempio del dispositivo di boot DASD; sostituire questo valore con l'indirizzo corretto.
Se si utilizza un disco zFCP come dispositivo di avvio, specificare i valori WWPN e LUN del dispositivo di avvio prima di avviare IPL. La lunghezza del parametro è limitata a 8 caratteri. Valori maggiori devono essere separati da spazi:
SET LOADDEV PORT 50050763 00C590A9 LUN 50010000 00000000
Infine, avviare IPL:
IPL FC00
FC00 è un indirizzo di esempio dell'adattatore zFCP; sostituire questo valore con l'indirizzo corretto.
Dopo aver eseguito IPL per il sistema, stabilire una connessione tramite VNC, SSH o X per eseguire il login al sistema installato. Si consiglia di utilizzare VNC o SSH. Per personalizzare la configurazione del sistema o installare pacchetti software aggiuntivi, avviare YaST.
Un messaggio nel terminale 3270 chiede di connettere al sistema Linux tramite un client VNC. Tuttavia, spesso tale messaggio sfugge all'utente perché viene proposto con i messaggi del kernel e perché il processo del terminale giunge a termine prima che l'utente se ne renda conto. Se non si verificano eventi per cinque minuti, tentare di avviare una connessione al sistema Linux tramite un visualizzatore VNC.
Se per la connessione si utilizza un browser abilitato per Java, immettere l'URL completo (indirizzo IP del sistema installato e numero di porta) rispettando la sintassi seguente:
http://<IP of installed system>:5801/
Un messaggio nel terminale 3270 chiede di connettere al sistema Linux tramite un client SSH. Tuttavia, spesso tale messaggio sfugge all'utente perché viene proposto con i messaggi del kernel e perché il processo del terminale giunge a termine prima che l'utente se ne renda conto.
Quando viene visualizzato il messaggio, utilizzare SSH per eseguire il login come root nel sistema Linux. Se la connessione viene respinta o va in timeout, attendere che il timeout di login scada, quindi riprovare (il tempo di attesa varia a seconda delle impostazioni del server).
Quando si effettua l'installazione di IPL sul sistema installato, verificare che il server X utilizzato per la prima fase dell'installazione sia funzionante e ancora disponibile prima di effettuare l'avvio da DASD. YaST tenta la connessione a questo server X per completare la connessione. Si potrebbero verificare problemi nel caso il sistema venga avviato, ma non sia in grado di connettersi tempestivamente al server X.